APOKALUPSOS – Pour Philippe Berson

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«Le opere di Philippe Berson sembrano provenire da un altro mondo. È una sensazione discreta, più che una certezza: davanti alle sue ossa, ai metalli, alle argille, si ha spesso l’impressione di essere noi gli stranieri.» Simone Mannino

Sono gli ultimi giorni di Apokalupsos – pour Philippe Berson. Da maggio, l’Ex Oratorio del Seicento in Vicolo Sant’Orsola ha ospitato il progetto espositivo di Simone Mannino, artista visivo, pittore, scenografo e regista, fondatore di Atelier Nostra Signora, costruito intorno all’opera e alla presenza di Philippe Berson: scultore radicale nato a Parigi nel 1963, naturalizzato palermitano per scelta e per pratica, cofondatore dello spazio, morto il 20 maggio 2025. Berson era cofondatore e vicepresidente dell’Atelier.

Attorno a lui, una costellazione. Non una retrospettiva, non un omaggio nel senso convenzionale del termine. Una familia, nell’accezione latina, non biologica ma elettiva, di artisti, pensatori e collaboratori che con Berson hanno condiviso percorso, visione, affinità. Montaigne, scrivendo della sua amicizia con La Boétie, non seppe dare altra risposta al perché di quel legame se non questa: «Perché era lui, perché ero io.» È la stessa logica che governa la struttura di Apokalupsos: un sistema di relazioni fondato sull’affezione artistica, non sulla prossimità anagrafica.

Accanto alle opere di Berson e Mannino, in un percorso articolato come un alfabeto aperto, per capitoli: K Kamikaze, S Sant’Agata e Sebastiano, V Vudù, M Mon Amour, C Colossi, D Donna Mursi, hanno trovato posto le poesie di Clément Roussier, il testo critico e filosofico di Marcello Faletra, i disegni di Simona D’Amico, una scultura di Jesse Gagliardi, pitture inedite di Allegra Pedretti, un memento mori di Michele Ciacciofera, le installazioni di Marìka Pugliatti. I ritratti fotografici di Gaetano Costa hanno restituito la dimensione nomade e corporea della pratica di Berson; il film inedito di Lorenzo Spinelli ha ricomposto in forma intima e stratificata il lavoro e la vita dell’artista. Un’installazione sonora di Gaetano Dragotta e Ruth Kemna ha costruito, per tutta la durata, un campo tra corpo, suono e tempo. Il Public Program della giornalista e critica d’arte Rossella Puccio, dispositivo critico e relazionale pensato in parallelo alla mostra ha allargato la maglia del dialogo con il contemporaneo circostante, nel solco della ricerca che Atelier Nostra Signora porta avanti nello spazio dell’Ex Oratorio e nella città, inaugurando con una tavola rotonda tra la storica dell’arte Evelina De Castro, direttrice del RISO – Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo, il filosofo e critico d’arte Marcello Faletra e Simone Mannino.

Sul piano alto dell’Ex Oratorio, allineate lungo la volta, le statuette guardano ancora. Sono piccole, trenta centimetri, alcune meno, costruite in osso, paglia, metallo saldato. Berson le chiamava ritratti. Li faceva ai suoi amici. Non memento mori, ma prove di appartenenza. L’osso non è il simbolo della morte. È la prova materiale che qualcosa tiene. Che qualcosa resta. Come Philippe Berson nel suo presente perpetuo artistico e poetico.

Apokalupsos ha registrato un’affluenza significativa per tutta la sua durata, con un pubblico composito, italiano e internazionale, che ha attraversato lo spazio con continuità. Il progetto ha preso avvio il 17 maggio con il Vernissage Talk nell’ambito di Gibellina 2026 Off – Gibellina Capitale italiana dell’Arte Contemporanea 2026 – e della XV edizione del Festival Settimana delle Culture.

«Là où le feu touche la matière, naît la vision. Là où les mots s’éteignent, commence le sacré.»

– Simone Mannino

Finissage e Archivio Berson. Martedì 15 e mercoledì 16 settembre, nelle ultime due aperture della mostra, Atelier Nostra Signora apre un momento speciale dedicato al sostegno dell’Archivio Berson: il progetto di conservazione, studio e futura pubblicazione dell’opera di Philippe. Alcune opere esposte saranno disponibili per l’acquisto, insieme alla serie unica e numerata dei ritratti fotografici Il Turista, proposti in questa occasione a condizioni speciali per amici e sostenitori. Il ricavato contribuirà direttamente alla costruzione dell’archivio e alla pubblicazione dell’opera.

Il prossimo capitolo. Mentre Apokalupsos si chiude, Atelier Nostra Signora apre il ciclo successivo del programma di residenza triennale avviato nel 2026. In preparazione: un progetto espositivo site-specific concepito in dialogo con Simone Mannino, firmato da uno degli artisti internazionali più discussi e radicali del panorama contemporaneo. Un nuovo capitolo per questo spazio, e per la ricerca che lo abita. Il progetto sarà annunciato a breve.

A partire dall’autunno, l’Ex Oratorio entrerà inoltre tra le tappe del circuito Le Vie dei Tesori, il festival palermitano che ogni anno restituisce alla città spazi e luoghi normalmente chiusi al pubblico. Un riconoscimento ulteriore alla funzione civile e culturale che Atelier Nostra Signora ha scelto di incarnare in questo edificio.

INFORMAZIONI

Sabato 13 settembre: ore 17:00/21:00 – ultima apertura ordinaria

Finissage: martedì 15 e mercoledì 16 settembre | ore 17:00/21:00

Sede: Atelier Nostra Signora – Ex Oratorio, Vicolo Sant’Orsola 13, Palermo

Head of Communication & Special Events

Rossella Puccio | rossellapuccio@gmail.com

www.simonemannino.com

Progetto a cura di Atelier Nostra Signora. Con il supporto di: Institut français Palermo | Gibellina 2026 OFF nell’ambito di Gibellina Capitale italiana dell’Arte Contemporanea 2026 | RISO – Museo regionale d’arte moderna e contemporanea di Palermo | XV Festival Settimana delle Culture | Sicilia Queer Filmfest

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