LA SICILIA CONQUISTA VENEZIA: IL LEONE LUNGO A “POCHI ATTIMI”

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Il film di Angelo Faraci premiato alla 83ª Mostra del Cinema. Sul palco anche due margheritesi, Margò Cacioppo e Rosanna Scarpinata. I ruderi di Santa Margherita di Belìce diventano ancora una volta simbolo di memoria e rinascita- Il 12 settembre a Viagrande, sull’Etna, anteprima nazionale  

di Giusy Messina

VENEZIA – La Sicilia arriva a Venezia con la forza della memoria, con le ferite della sua storia e con il talento di chi quelle storie ha scelto di raccontarle attraverso il cinema. E lo fa conquistando un riconoscimento di prestigio: il Premio Leone Lungo assegnato a Pochi Attimi, il lungometraggio diretto da Angelo Faraci, protagonista alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Una vittoria che non riguarda soltanto un film. Perché dentro Pochi Attimi c’è il Sud, ci sono le sue tragedie, la sua capacità di rialzarsi e ci sono anche i luoghi della memoria siciliana. Tra questi, i ruderi di Santa Margherita di Belìce, scelti come una delle location delle riprese e diventati parte integrante del racconto cinematografico.

E proprio da Santa Margherita di Belìce sono arrivate a Venezia Margò Cacioppo e Rosanna Scarpinata, due concittadine che hanno preso parte al progetto e che hanno ricevuto a loro volta un importante riconoscimento durante la cerimonia.

Un momento particolarmente significativo per la comunità margheritese, condiviso al Lido con la presenza dell’assessore al Turismo, ai Grandi Eventi e alla Promozione Territoriale Deborah Ciaccio, che ha accompagnato personalmente le due concittadine alla cerimonia.

Il cinema racconta la memoria del Belìce

La premiazione si è svolta domenica 6 settembre all’Hotel Excelsior del Lido di Venezia, nell’ambito degli eventi che accompagnano la Mostra del Cinema.

Pochi Attimi è stato premiato come Miglior Lungometraggio Italiano del Sud e del Meridione e come Miglior Progetto Storico-Culturale dedicato alle catastrofi ambientali italiane, con particolare riferimento ai terremoti del Belìce e di Messina.

Il Premio Leone Lungo è promosso dalla Maxa Film srl e ideato da Donato Pugliese, presidente dell’associazione di terzo settore “Le Stelle del Sud”, con sede in Puglia.

Un riconoscimento che assume un valore particolare perché premia un’opera nata nel Mezzogiorno e costruita attorno a una memoria che appartiene all’intero Paese.

Il terremoto del Belìce del 1968 è infatti una delle ferite più profonde della storia recente della Sicilia. I ruderi di Santa Margherita di Belìce ne sono ancora oggi una testimonianza tangibile: pietre, edifici distrutti e strade che continuano a raccontare una tragedia, ma anche la forza di una comunità che ha saputo trasformare il dolore in memoria e la memoria in identità.

Portare quelle immagini sul grande schermo significa quindi compiere un viaggio che parte dalla Sicilia e arriva a una platea nazionale.

Due margheritesi sul palcoscenico di Venezia

In questo percorso si inserisce la storia di Margò Cacioppo e Rosanna Scarpinata, chiamate a far parte del progetto cinematografico di Faraci.

La loro presenza rappresenta un ulteriore motivo di orgoglio per Santa Margherita di Belìce, perché lega direttamente la comunità a un’esperienza cinematografica che ha trovato nella città vecchia e nei suoi ruderi una delle proprie location.

«È motivo di grande orgoglio vedere due nostre concittadine ricevere un riconoscimento così importante all’interno di una vetrina internazionale come quella di Venezia», ha dichiarato Deborah Ciaccio.

L’assessore ha sottolineato anche il valore del cinema come strumento di promozione territoriale, capace di portare la storia, la memoria e i luoghi della Sicilia oltre i confini dell’Isola.

Un concetto particolarmente importante per Santa Margherita di Belìce, la Città del Gattopardo, che negli ultimi anni ha fatto della cultura e della valorizzazione della propria identità uno degli strumenti attraverso cui raccontarsi al mondo.

Angelo Faraci, il regista siciliano che porta il Sud alla ribalta

A Venezia, insieme ad Angelo Faraci, erano presenti numerosi protagonisti della pellicola e professionisti che hanno contribuito alla realizzazione del progetto: dalla sceneggiatrice Rosaria Lo Porto allo storico attore Enio Drovandi, dal distributore Salvatore Martinesagli interpreti Mario Romano, Maria Antonina Macaluso, Maria Paola Bernardi e allo stesso Faraci.

A completare la squadra i produttori Agrippino Sciara e Luminita Dia e i compositori delle musiche Roy Poleschi ed Enza Leonardi.

Un gruppo di professionisti e talenti, adulti e giovani, che Faraci ha voluto portare con sé in una delle vetrine più prestigiose del cinema internazionale.

Per il regista siciliano, dopo tredici anni di attività e numerosi riconoscimenti, il Leone Lungo rappresenta un traguardo di particolare rilievo.

«L’Italia ha risposto bene, con feedback straordinari. Non solo la Sicilia si è presentata, ma è stata l’Italia intera a rispondere al richiamo di un giovane regista siciliano pluripremiato», ha commentato Faraci dopo la giornata veneziana.

Da Venezia alla Sicilia

Il viaggio di Pochi Attimi, però, non si conclude con la premiazione veneziana.

Il film si prepara ora alla distribuzione e all’arrivo sul mercato on demand, mentre la Sicilia si prepara ad accogliere nuovamente Faraci e parte della squadra.

Il prossimo appuntamento è infatti previsto il 12 settembre a Viagrande, dove il regista e l’attore Mario Romano saranno tra gli ospiti del Viagrande Short Film Fest, occasione nella quale verrà presentato in esclusiva nazionale il trailer di Pochi Attimi.

Così, mentre Venezia consegna al film il suo riconoscimento, la storia torna là dove è nata: in Sicilia.

E torna portando con sé un messaggio preciso. Le tragedie non appartengono soltanto al passato. Possono diventare memoria, arte, cultura e racconto.

I ruderi di Santa Margherita di Belìce, ancora una volta, non sono soltanto pietre.

Sono la voce di una comunità.

E oggi quella voce è arrivata fino a Venezia.

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